Libri di Texture ispirati a Bruno Munari

Quante volte entrando in un negozio sentiamo ripetere ai bambini: “non toccare!” nessuno direbbe mai: non guardare o non ascoltare, ma per il tatto é diverso…molti pensano che se ne possa fare a meno.

Secondo Bruno Munari, la conoscenza del mondo per un bambino é di tipo “plurisensoriale” e il tatto é quello maggiormente usato, esso completa la conoscenza del bambino apportandogli nuove informazioni riguardo al mondo che lo circonda.  L’educazione tattile viene spesso dimenticata privilegiando un’educazione visiva. E’ invece fondamentale che in quanto educatori o genitori diamo importanza alla percezione tattile per permettere ai bambini di essere attivi sperimentatori delle proprie conoscenze.

Per esercitare il tatto, noi di Maionese Educativa in collaborazione con le mamme del blog: AndiamoMamma abbiamo organizzato 3 atelier ispirati a Bruno Munari a Parigi:

13 Novembre: Libri di Textures ,” La pelle delle cose” 

16 Dicembre: Il suono della carta, ” La carta- animata”

20 Gennaio: Libri multi-cromatici,creazioni tattili-sensoriali”

Le iscrizioni sono aperte per gli atelier di Dicembre e Gennaio sul sito AMA agenzia

IMG_20171025_171843807_HDR

Oggi vogliamo parlavi del primo dei nostri atelier: Libri di Texture

Ingredienti Educativi e Materiali:

  • Osservazione
  • Pastelli a cera
  • Mani pronte a esplorare
  • Fogli
  • Immaginazione e fantasia

Per prima cosa é importante spiegare ai bambini cos’é una texture, osservando quello che ci circonda a casa, nelle varie stanze, o  nell’ambiente scolastico. Guardando bene, ogni cosa che ci circonda ha una texture in rilievo: il pavimento, le piastrelle del bagno, il sottopentola, la sedia, il calorifero….e questo é solo l’inizio…

IMG-20171122-WA0023

Dopo aver cercato le varie textures e soprattuto dopo averle TOCCATE il gioco é semplice: basta posizionare il foglio sulla texture scelta e con il pastello a cera tenuto orizzontalmente  sfregare.

Per il nostro Atelier ci siamo anche procurate delle texture comprate nei negozi per bricolage: reti, tavolette di legno, fogli metallici, cartoncini ondulati….

L’ultima fase é stata quella di GIOCARE CON LE TEXTURE E INVENTARE: ritagliare, incollare e disegnare su dei fogli colorati e rilegati per creare splendidi libri di Texture lasciando spazio alla fantasia.

IMG-20171122-WA0022

Bibliografia: 

I labori tattili, di Bruno Munari, Edizioni Corraini

Giocare con l’arte, Le Texture, di Bruno Munari, Zanichelli

Annunci

Le nostre “Rose nell’insalata”

Il titolo a qualcuno suonerà familiare: Rose nell’insalata… si parliamo proprio di lui…Bruno Munari.

Bruno Munari (1907-1998) é stato il più eclettico artista-designer Italiano; sperimentatore e creativo, ha dedicato molta attenzione al mondo dell’infanzia attraverso giochi, laboratatori, poesie, libri e mostre.

Rispondendo alla domanda del perché il suo interesse era rivolto al mondo dell’infanzia egli rispose: «Non potendo cambiare gli adulti, ho scelto di lavorare sui bambini perché ne crescano di migliori. E’ una strategia rivoluzionaria quella di lavorare sui e con i bambini come futuri uomini». Il suo sogno era quello di promuovere una società fatta di uomini creativi e non ripetitivi.

Oggi vi parleremo di uno dei suoi capolavori più famosi: Rose nell’insalata, ma prima…. andiamo dall’ortolano a comprare tre piantine di insalata trevisana, una pianta di lattuga, una di insalata romana e una di cicoria….  inizia  cosi questo splendido libricino.

Ed é proprio quello che abbiamo fatto; ecco i nostri ingredienti per quest’attività:

  • Pittura
  • Insalata indivia
  • Sedano
  • Fogli

Insomma una parte della cena…..ma, tagliando il sedano e l’insalata abbiamo conservato il gambo e ci siamo messe ad osservarli e toccarli con i bambini, cosa nasconderanno le nostre insalate?

Una volta immersi nella pittura li abbiamo utilizzati come timbri e……

IMG_20171014_090938Astronavi o personaggi strani che arrivano da altri pianeti? Questo sedano é proprio misterioso…..”

Oppure…

Guardi un po’, signora, questo bel disegno di rose appassite ma ancora profumate, da stampare su seta per un abito da tarda sera”

instasize_171014090231

Lo stupore dei bambini é stato incredibile, ognuno é stato libero di esplorare, immaginare e creare, chi lo avrebbe mai detto che l’insalata nascondeva delle rose?

Presto un nuovo articolo su Munari e i suoi libri…. ATELIER IN VISTA a Parigi! 

INFO: http://www.agenzia-ama.com

 

 

 

Attività Autunnale per bambini!

In autunno cadono le foglie

e nessuno dagli alberi le toglie

ci sono foglie marroni e tante anche arancioni,

le verdi, le rosse e le gialle volano via come farfalle.

 

Eccoci tornate dopo una lunga pausa  estiva con tante novità e progetti in arrivo…. noi di Maionese Educativa  siamo pronte a continuare con tanti nuovi ingredienti e idee per creare insieme una ricetta educativa molto speciale.

Siamo ormai in Autunno, una stagione da toccare, osservare, scoprire e esplorare…la nostra idea è quella di creare un Cestino dei Tesori Autunnali con i vostri bambini.

Non mancheranno in questo periodo le gite in campagna, nei boschi o in qualche parco cittadino… li troverete una buona parte di quello che vi serve per creare un ricco cestino autunnale; pensato e proposto per i bambini a partire da 1 anno.

Per prima cosa coinvolgete i bambini  nell’attivita di RICERCA, benché scontato possa sembrare è un ‘attività che richiede impegno e attenzione al bambino nell’esplorare le foglie gialle e piatte o piccole e marroni…oppure nel cercare le castagne…

Una volta raccolti i materiali d’autunno bisgonerà predisporre un cestino adatto: ampio, con i bordi stabili e non troppo alti in modo da permettere anche a un bambino piccolo che sta seduto da solo, di poter allungare la sua manina ed e vivere la stagione autunnale.

Materiali d’Autunno:

  • Pigne
  • Castagne
  • Nocciole (proposte in piccole bottiglie di plastica trasparenti ai più piccoli)
  • Foglie di diversi colori e dimensioni
  • Rametti
  • Muschio
  • Cortecce d’albero
  • Mele e Pere
  • Zucca
  • …e poi spazio all’immaginazione con tutto quello che troverete a tema autunnale

upload-988316_b3d3

Céline Alavrez, educatrice Montessori, linguista e autrice del libro ” Les lois naturelles de l’enfant” sostiene che al giorno d’oggi  la maggior parte dei bambini impara le stagioni come si impara una lingua straniera a scuola. Un bambino non potrà conoscere le stagioni se non le ha prima vissute e toccate in tutte le sue sfumature. L’intelligenza del bambino ha bisogno di essere in contatto con il mondo, fare esperienza di quello che lo circonda per poi appropiarsene. Uscire all’aperto, vivere l’autunno, ricercare e raccogliere i materiali per poi crearne un prezioso cestino potrà essere il primo passo verso la scoperta …

Il cervello umano non puo’ comprendere quello che non vive: nessuna descrizione, nessuna immagine potrà mai rimpiazzare una lezione sensoriale, grandiosa e vivente come quella offerta dalla natura”.  C. Alvarez, Les lois naturelles de l’enfant.

Tavoli Luminosi Fai da te! Il nostro Atelier ispirato all’Approccio di Reggio Emilia.

Il piacere dell’apprendere, del conoscere e del capire è una delle prime fondamentali sensazioni che ogni bambino si aspetta dall’esperienza che affronta da solo o con i coetanei e con gli adulti. Una sensazione decisiva che va rafforzata perché il piacere sopravviva anche quando la realtà dirà che l’apprendere, il conoscere, il capire possono costare difficoltà e fatica. E’ in questa sua capacità di sopravvivere che il piacere può sconfinare nella gioia.

Loris Malaguzzi

Questa é la citazione che apre la presentazione degli Atelier di Luce delle scuole e asili di Reggio Emilia. L’esperienza, il piacere, il conoscere, la gioia: sono gran parte di quelle sensazioni e vissuti che vorremmo trasmettere ogni volta che da educatrici creiamo un progetto per i bambini con i quali lavoriamo. L’approccio di Reggio Emilia é venuto in nostro aiuto per un percorso di Atelier che abbiamo organizzato il 18 Marzo e il 1 Aprile a Parigi.

Ecco quindi svelato un nuovo ingrediente della nostra Maionese Educativa: I tavoli luminosi.

I veri tavoli luminosi di Reggio Emilia sono creati e costruiti per le scuole e gli Asili di Reggio, su internet troverete alcune soluzioni più o meno economiche, ed ecco la nostra:

Materiali:

  • Scatola IKEA  trasparente rettangolare e bassa per avere un ampio spazio di esplorazione e ricreare un “vero tavolo luminoso”, ricordatevi di aggiungere anche coperchio e manici per chiuderla;
  • Ghirlanda di luci LED a pile da inserire nella scatola, per una buona luminostià consigliamo almeno l’acquisto di 3 ghirlande per scatola;

IMG_20170401_194448294

  • Carta forno per ricoprire tutti i lati della scatola internamente, in questo modo darete alla scatola una parvenza nuova e gli occhi dei vostri bambini saranno maggiormente protetti dalla luce LED.
  • Palline luminose di diverse grandezze che cambiano colore da posizionare all’esterno della scatola;
  • Fogli colorati, fogli metallici, carta velina fogli 3D, pochette trasparenti
  • Materiali di diversa natura e non strutturati, come: tappi, pigne, mollette di legno, foglie, stoffe, sacchetti, cubi di legno, cubi colorati, bottiglie sensoriali, sacchetti trasparenti e opachi, barattoli trasparenti, bastonicini di legno ecc; non ci sono limiti alla fantasia e all’esplorazione; Ad esempio durante una gita in campagna all’aria aperta il vostro bambino raccoglie legnetti e foglie?  favoloso, rientrato a casa potà esplorarli sul nuovo tavolo luminoso!

    Visualizzazione di IMG_0001.jpg
    PH Federica Quaglia – Agenzia AMA- Co-organizzatrice dell’atelier.

Una volta creato il tavolo luminoso non vi resta altro da fare che sistemarlo in una zona buia o in penombra e voilà che il vostro bambino sarà immerso in una nuova dimensione!

L’IDEA PEDAGOGICA che sta dietro a questi tavoli luminosi é quella di “creare un ambiente di ricerca dove la luce può essere indagata nelle sue diverse forme, attraverso esplorazioni capaci di provocare meraviglia e curiosità, di stimolare creatività e approfondimenti” cit reggiochildren.it

I diversi materiali e l’esplorazione della luce permettono una nuova esperienza dei fenomeni e delle cose, permettono al bambino di intraprendere diversi percorsi da solo o in gruppo. Esso é invitato a interrogarsi e incuriosirsi, proverà e riproverà ad esempio a  far riflettere la pallina luminosa sul foglio di carta stagnola, costruirà nuovi pensieri e nuovi percorsi mentali.

I molteplici linguaggi del bambino vengono messi in gioco: parola, suoni, costruzioni, composizioni visive, disegni e rielaborazioni.

Il passo finale del nostro Atelier é stata una fase di collage: su dei fogli di legno i bambini hanno incollato con una speciale colla legno, i materiali che avevano esplorato durante l’atelier, dando vita ad una vera e propria opera d’arte vissuta e sperimentata grazie ai tavoli luminosi.

Un pensiero educativo costante che ci ha guidato durante quest’atelier e che ci guida nella nostra pratica educativa é il NON sositituirsi mai al bambino nella sua esplorazione, egli deve essere di libero di toccare o non toccare, esplorare, incollare e sperimentare come meglio crede i materiali proposti, l’adulto deve lasciarsi trasportare dai linguaggi del bambino ed essere per lui una presenza e uno stimolo prezioso.IMG_20170319_104858_347

.

IMG_0006 (1)
Ph Federica Quaglia- Agenzia Ama, Co-Organizzatrice dell’Atelier

La lingua dei segni al Nido

LA LINGUA DEI SEGNI APPLICATA CON I PIU’ PICCOLI AL NIDO.

page2_img11

Ho partecipato di recente a questa formazione sulla LSF (lingua dei segni francese) applicata con i bambini all’asilo nido; inzialmente non ero molto convinta, io Italiana in Francia, che già per  comunicare con i bambini quotidianamente uso molto i gesti per esprimermi (più di tutte le altre mie colleghe francesi messe insieme), non ne capivo il senso profondo di questo percorso con dei bambini udenti, ma ne sono rimasta coinvolta e entusiasta cosi’che ho deciso di parlarvene in questo post!

Il principio

Il principio é quello di associare un gesto della lingua dei segni a una parola.

Il gesto realizzato viene chiamato “segno”. Ad esempio ogni volta che viene pronunciata la parola “acqua” essa viene “segnata” con il gesto corrispondene.

L’obiettivo é quello di segnare alcune parole chiave che ritornano spesso nella giornata dei bambini al Nido. La lingua dei segni é in sé molto complessa e quello che viene proposto ai più piccoli non é una comunicazione interamente basata su questo tipo di linguaggio, l’idea é quella di utilizzare i principi di questa lingua nel mondo dell’infanzia.

L’interesse

Il bambino che non ha ancora acquisito la parola ha dei bisogni che non riesce a esprimere chiaramente….sarà allora con il pianto, con dei comportamenti che l’adulto non riuscirà a spiegarsi, che il bambino cercherà di esprimersi e di comunicare con esso.

Questo modo di comunicare permette di:

  • Soddisfare al meglio i bisogni dei più piccoli
  • Ridurre le frustrazioni e i pianti legati all’incomprensione
  • Sviluppare i legami di attaccamento
  • Creare dei legami di complicità tra il bambino e le persone che si prendono cura di lui
  • Rinforzare la stima di sé e la fiducia del bambino
  • Sviluppare la sua motricità fine
  • Incoraggiare all’uso della parola
  • Sviluppare una comunicazione rispettuosa e attenta

 

Verso i 6-7 mesi il bambino é in grado di riprodurre alcuni segni permettendogli cosi’ una comunicazione corporale e gestuale.

Rispetto al mio modo, già gestuale, di comunicare con i bambini, con questo metodo cambia il fatto che anziché scegliere gesti personali, definiti da una singola persona in base alla propria esperienza, vengono utilizzati dei segni stadardizzati e studiati appositamente, in modo dunque più sistematico.

La lingua dei segni applicata

E’ importantissimo associare il gesto alla parola: segnare e parlare permette al bambino di appropriarsi allo stesso tempo del linguaggio in modo ludico.

Affinché un bambino integri un segno é necessario che le educatrici che si occupano di lui al nido lo ripetano frequentemente e quotidianamente, idealmente ogni volta che la parola chiave viene usata durante la giornata, cosi’ il bambino per mimetismo potrà appropriarsi del gesto e segnare a sua volta.

L’equipe dovrà scegliere inizialmente 5-6 parole chiave che ha deciso di segnare, ad esempio nella mia struttura abbiamo optato per: buongiorno, acqua, ancora, mangiare, libro, dormire e doudou.

Segno per “ancora” nella LSF

Ogni giorno, da quando abbiamo partecipato alla formazione, ogni volta che pronunciamo una di queste parole, associamo il segno corrispondente. Metteremo poi in atto durante un “café des parents” una mini formazione per i genitori che vorrebbero continuare questo progetto a casa con i propri figli.

All’asilo nido si possono poi segnare anche alcune canzoncine, imparando i segni delle parole chiave di ciascuna e in commercio si possono trovare anche diversi libri da raccontare segnando.

Segno per “grazie” nella LSF

Questo progetto non va assolutamente a sostiuire la parola o a nuocere lo sviluppo del linguaggio, anzi; Virginia Volterra, Dirigente di ricerca del CNR – Istituto di Scienze e Tecnologie della cognizione -, punto di riferimento italiano sulla lingua dei segni, sostiene cheutilizzando questo metodo si notano dei vantaggi cognitivi nell’evoluzione del linguaggio dei bambini, che si sviluppa prima e meglio rispetto a chi non ne fa uso. Un mio studio del 1998, condotto su bimbi udenti della scuola elementare di Guidonia (RM), ha evidenziato che la lingua dei segni aumentava le loro abilità di memoria visiva e attenzione visiva. E anche su bimbi più piccoli esistono abbondanti lavori che attestano la validità di questa metodica”.

Ecco un video della lingua dei segni applicata: GUARDA VIDEO

Bibliografia per approfondire:

Gioco e Imparo con la LIS

Mamma parla con me

I cento linguaggi dei bambini.

Vorremmo iniziare il nuovo anno così…con questa poesia di Loris Malaguzzi, il fondatore dell’approccio di Reggio Emilia (che approfondiremo prossimamente in un articolo).

Le sue parole ci fanno un pò sognare come educatrici… infondono speranza e aprono nuove possibilità…moltiplicano il nostro sguardo…

Il bambino è fatto di cento.

Il bambino
ha cento lingue
cento mani
cento pensieri
cento modi di pensare
di giocare e di parlare
cento sempre cento
modi di ascoltare
di stupire di amare
cento allegrie
per cantare e capire
cento mondi
da scoprire
cento mondi
da inventare
cento mondi
da sognare.
Il bambino ha
cento lingue
(e poi cento cento cento)
ma gliene rubano novantanove.
La scuola e la cultura
gli separano la testa dal corpo.
Gli dicono:
di pensare senza mani
di fare senza testa
di ascoltare e di non parlare
di capire senza allegrie
di amare e di stupirsi
solo a Pasqua e a Natale.
Gli dicono:
di scoprire il mondo che già c’è
e di cento
gliene rubano novantanove.
Gli dicono:
che il gioco e il lavoro
la realtà e la fantasia
la scienza e l’immaginazione
il cielo e la terra
la ragione e il sogno
sono cose
che non stanno insieme.
gli dicono insomma
che il cento non c’è.
Il bambino dice:
invece il cento c’è.

Loris Malaguzzi

Risultati immagini per reggio emilia approach
Tavolo Luminoso in una scuola di Reggio Emilia. Presto un articolo con qualche info su questo approccio.

Odisseando tra gioco ed educazione

Nell’articolo “L’importanza dei giochi in legno e la marca GOKI” abbiamo esplorato quanto il gioco sia importante nello sviluppo del bambino e abbiamo indagato quanto altrettanto importate sia fornire al bambino gli strumenti adeguati per poter giocare.

Ora, con questo articolo cerchiamo di indagare un’altra funzione del gioco, legata per lo più ad un utilizzo didattico di questo: il gioco didattico come ponte tra narrazione e conoscenza.

Questo ponte è stato progettato e costruito da Ilaria e Andrea; Ilaria e Andrea sono due educatori che lavorano in una scuola per ragazzi dalle qualità uniche e speciali; con loro hanno voluto dare avvio a un laboratorio che, basandosi sul gioco, faccia conoscere ai bambini uno dei grandi classici della cultura classica: L’Odissea.

ulisse

Con l’utilizzo di vari giochi che stimolano la memoria, la fantasia, il pensiero logico ed emozionale e la proposta di divertenti laboratori scolastici i bambini potranno rivivere non solo un viaggio unico ed eccezionale ma anche le avventure del cuore dei suoi  personaggi scoprendo che, dietro ogni azione, esistono delle persone che vissero quel momento.

La proposta di un nuovo tipo di apprendimento che scalfendo mente e cuore del bambino ne crea un apprendimento “autentico”.

Consigliato per grandi esploratori dagli 8 anni in su e per chi voglia condividere l’avventura con loro (genitori, educatori,etc).

SCARICABILE GRATUITAMENTE ON LINE:CLICCA QUI

“Odisseando” di Andrea Castiglioni e Ilaria Zitti, Ed. Erickson LIVE, 2016, Milano.

Il Compleanno Montessori.

Quella che vi proponiamo è la celebrazione del compleanno secondo il Metodo Montessori per dei bambini dai 3 ai 12 anni. Per i più piccoli, il concetto della rivoluzione della terra che gira intorno al sole è troppo astratto, ma può essere comunque proposto loro in modo più semplificato permettendogli di viverlo in modo sensoriale. Lo approfondiranno meglio in seguito, crescendo.

Mostra immagine originale

E’ una cerimonia simbolica, importante nella vita di un bambino. E’ il suo giorno ed è bene che sia protagonista attivo di questo momento. Egli prende posto nel mondo, e ogni anno sempre di più,  ne diventa consapevole. Questa cerimonia è anche chiamata “Celebrazione Cosmica.” Il senso sarà quello di far comprendere al bambino e a tutta la comunità il concetto del passare del tempo attraverso questo rito fatto di foto e racconti.

Materiale Necessario: (a fine articolo sole e cartoncini stampabili)

  • Un globo terreste
  • Un sole
  • 12 cartoncini con i mesi dell’anno
  • Una grossa candela
  • Delle candele più piccole (una per ogni anno del bambino)
  • Delle foto  (una per ogni anno di vita del bambino)
  • Delle etichette indicanti le stagioni (opzionali)

Spiegazione del materiale:

Il sole viene posto al centro dello spazio pensato per il compleanno ( un luogo calmo che favorisce il raccoglimento in gruppo), e sopra il sole verrà posizionata la candela più grande.

I mesi dell’anno saranno disposti intorno al sole formando un cerchio.

Il globo terrestre che rappresenta la terra sarà inizialmente posizionato sul mese di nascita del bambino, e sarà poi dato al festeggiato durante il rito.

Le candele più piccole, dovranno essere posizionate in modo perpendicolare al mese di nascita.

Le foto del bambino potranno essere contenute in una scatola o in un album fotografico, dedicato al compleanno cosmico, e serviranno a ripercorre i momenti della sua vita.

Un anniversaire Montessori

Lo svolgimento del compleanno:

Tutti i presenti sono invitati a sedersi intorno al sole. Il festeggiato è invitato a stare vicino all’adulto che organizza il rito.

Il primo passo sarà quello di accendere la grossa candela e dire al bambino. “Questo rappresenta il nostro sole, è una grossa palla di fuoco che non si spegne mai. Ci scalda e da la luce per tutta la vita sulla terra”.  ( lasciare spazio per delle eventuali domande)

A questo punto possiamo prendere il globo e porlo nelle mani del festeggiato dicendo:

” Questo globo è la nostra terra. E’ il pianeta sul quale viviamo. La terra fa un lungo viaggio intorno al sole. Sai quanto tempo impiega per fare il giro del sole? Un anno! Oggi tu hai …..anni. Hai quindi fatto ……giri intorno al sole”.

“(nome del bambino) tu sei nato/a sulla terra nel mese di …….. (mostrare l’etichetta con il mese e se adatto all’età parlare anche della stagione corrispondente). Tutti aspettavano la tua nascita e poi il  (giorno della nascita) , sei nato/a”.

Mostrare quindi al bambino una foto di quanto era nella pancia della mamma, e successivamente una  della sua nascita, raccontando un breve episodio del suo arrivo al mondo.

Ad esempio: “eri molto piccola, ma avevi già moltissimi capelli, dormivi molto ed eri sempre nelle nostre braccia”.

Invitare ora il bambino, con il globo nelle sue mani, a fare un giro intono al sole, camminando lentamente. Mentre il bambino cammina cantare la canzone:

La terra gira intorno al sole, 

la terra gira intorno al sole,

la terra gira intorno al sole un anno intero senza fermarsi.

(nome del bambino) ha 1 anno.”

Accendere a questo punto la prima candelina posta vicino al mese di nascita. Mostrare la foto di quando aveva un anno, magari facendola passare alle persone in cerchio. E’ possibile poi raccontare una breve storia del suo primo anno di vita ( se raccontare la storia e la sua lunghezza dipenderà dall’età dei partecipanti al compleanno).

Dire poi al bambino di fare altri  giri intorno al sole, tanti quanti sono i suoi anni, e ripetere ad ogni giro,lo stesso rito svolto in precedenza, fino ad arrivare all’età attuale del bambino.

All’ultimo giro e dopo aver accesso l’ultima candelina dire “oggi hai…..anni”.

Poi cantare la seguente canzone sull’aria di “tanti auguri a te”:

“Noi celebriamo la tua nascita,

e il tuo arrivo, sulla terra,

che il sole, la luna e le stelle,

ti portino la gioia ovunque tu sia”

e poi la classica canzone dei compleanno!

Il bambino potrà poi soffiare sulle candeline accese, tranne che su quella del sole che simbolicamente continuerà a brillare.

Mostra immagine originale

Materiali da Stampare:

 Sole

 Etichette Mesi e Stagioni

Video esemplificativi compleanno:

Video 1

Video 2  (ognuno, come in questo video può adattare il rito nel modo che corrisponde maggiormente alla propria famiglia e al proprio ambiente)

 

L’importanza dei giochi in legno e la marca GOKI.

Quest’estate passeggiando nel sud della Francia abbiamo scovato una marca di giochi in legno con un grande potenziale ludico e educativo…stiamo parlando di GOKI. Magari qualche mamma expat la conosce già, mentre in Italia non è molto conosciuta e quindi ci pensiamo noi di Maionese Educativa a raccontarvi qualcosa su questi giochi.

Goki è una marca Tedesca che propone giochi di legno di grande qualità a dei prezzi ragionevoli, fedeli al loro slogan “i giochi di valore restano abbordabili”. Hanno un design moderno,  colori naturali e sono creati per sviluppare nel bambino le sue competenze sensoriali, cognitive e immaginative.

Perchè scegliere dei giochi in lengo?

Lo piscologo francese Jean Chateau diceva:” Il gioco è il lavoro del bambino” ed è indispensabile e fondamentale per la sua integrazione nella società. Esso permette al bambino di conoscere il mondo, approfondire quello che lo circonda e soprattutto di rivivere la sua quotidianità. Oggi troviamo in commercio tantissimi tipi di giochi che permettono al bambino di sviluppare le sue capacità e la sua fantasia…ma molto spesso tendiamo a comprare giochi di plastica che si presentano con colori molto accesi e vivaci,  con mille lucine colorate e multifunzione; i giochi in legno invece sono molto belli esteticamente e durevoli nel tempo, liberano la fantasia del bambino non imponendo un solo utilizzo e offrono al bambino la possibilità di avere tra le mani giochi naturali che favoriscono lo sviluppo sensoriale.

L’adulto ha l’importante ruolo di scegliere e proporre al bambino dei giochi che corrispondono ai suoi interessi nelle varie fasi della sua vita, i cosidetti “periodi sensibili”durante i quali egli concentra tutta la sua energia per acquisire una competenza in particolare. Riflettiamo quindi su quanto sia importante la scelta dei giochi che proponiamo loro, essi dovrebbero trattenere con interesse l’attenzione e la scoperta del bambino permettendogli diverse possibilità di agire. Maria Montessori diceva: “un giocattolo  bellissimo, una visione attraente, possono senza dubbio richiamare l’interesse infantile, ma se il bambino deve soltanto “vedere” o “ascoltare” o “toccare” un oggetto immutabile, quell’interesse sarà superficiale, passando da cosa a cosa”.                                                                                                                                                                     

E quindi ecco qui di seguito qualche idea direttamente dal sito goki.eu 

libri in legno – 8×9 cm- a misura di bambino- per comprarli CLICCA QUI
Sonaglietto- Stimola il riflesso di prensione nel bebé . Per compralo CLICCA QUI
Bambole di legno – Flessibili ma soprattutto realistici! per comprarli CLICCA QUI

 

Puzzle a strati- Goki me propone tantisimi, qui in foto uno dei più basic. per comprarli CLICCA QUI  

 

Gioco ABC- Un gioco a tempo per comporre parole con il maggior numero di lettere possibile. Per comprarlo CLICCA QUI
Albero infilabile- gioco di concentrazione, favorisce la coordinazione occhio-mano e sviluppa la motricità fine. Per comprarlo CLICCA QUI

Il Gregge di Margarita del Mazo – Gurudi

Cosa succede quando una pecorella addetta al salto degli ostacoli per far addormentare il piccolo Michele decide che da quel momento in poi non vuole più svolgere quel lavoro?

Le altre pecore del gregge saranno sconvolte, amareggiate da quella decisione perchè una pecora nata pecora che altro dovrebbe fare se non aiutare il proprio bambino ad addormentarsi? Il gregge cercherà di convincere la coraggiosa pecorella nera in tutti i modi pur di farle riprendere la sua mansione. Ma lei con una ammirevole testardaggine rimarrà convinta che no, da quel momento in poi, non salterà mai più un ostacolo.

E il piccolo Michele? riuscirà ancora ad addormentarsi nel suo lettino?

Risultati immagini per il gregge del Mazo

Questa brillante storia ci mostra che non sempre siamo costretti a seguire una via indicata da altri solo perchè questa rappresenta la “norma”. A volte è necessario avere il coraggio di dire No cercando vie che fino a quel momento non sono mai state perseguite; non per nulla l’autrice dedica questo libro ” … a coloro che osano dire di no”. E quale lezione più importante da comprendere per i nostri bambini se non quella di imparare a ragionare con la propria testa?

Età consigliata: a partire dai 5 anni

Per comprare il libro CLICCA QUI

“Il gregge” di Margarita del Gazo-Guridi, Ed. la fragatina.