Tavoli Luminosi Fai da te! Il nostro Atelier ispirato all’Approccio di Reggio Emilia.

Il piacere dell’apprendere, del conoscere e del capire è una delle prime fondamentali sensazioni che ogni bambino si aspetta dall’esperienza che affronta da solo o con i coetanei e con gli adulti. Una sensazione decisiva che va rafforzata perché il piacere sopravviva anche quando la realtà dirà che l’apprendere, il conoscere, il capire possono costare difficoltà e fatica. E’ in questa sua capacità di sopravvivere che il piacere può sconfinare nella gioia.

Loris Malaguzzi

Questa é la citazione che apre la presentazione degli Atelier di Luce delle scuole e asili di Reggio Emilia. L’esperienza, il piacere, il conoscere, la gioia: sono gran parte di quelle sensazioni e vissuti che vorremmo trasmettere ogni volta che da educatrici creiamo un progetto per i bambini con i quali lavoriamo. L’approccio di Reggio Emilia é venuto in nostro aiuto per un percorso di Atelier che abbiamo organizzato il 18 Marzo e il 1 Aprile a Parigi.

Ecco quindi svelato un nuovo ingrediente della nostra Maionese Educativa: I tavoli luminosi.

I veri tavoli luminosi di Reggio Emilia sono creati e costruiti per le scuole e gli Asili di Reggio, su internet troverete alcune soluzioni più o meno economiche, ed ecco la nostra:

Materiali:

  • Scatola IKEA  trasparente rettangolare e bassa per avere un ampio spazio di esplorazione e ricreare un “vero tavolo luminoso”, ricordatevi di aggiungere anche coperchio e manici per chiuderla;
  • Ghirlanda di luci LED a pile da inserire nella scatola, per una buona luminostià consigliamo almeno l’acquisto di 3 ghirlande per scatola;

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  • Carta forno per ricoprire tutti i lati della scatola internamente, in questo modo darete alla scatola una parvenza nuova e gli occhi dei vostri bambini saranno maggiormente protetti dalla luce LED.
  • Palline luminose di diverse grandezze che cambiano colore da posizionare all’esterno della scatola;
  • Fogli colorati, fogli metallici, carta velina fogli 3D, pochette trasparenti
  • Materiali di diversa natura e non strutturati, come: tappi, pigne, mollette di legno, foglie, stoffe, sacchetti, cubi di legno, cubi colorati, bottiglie sensoriali, sacchetti trasparenti e opachi, barattoli trasparenti, bastonicini di legno ecc; non ci sono limiti alla fantasia e all’esplorazione; Ad esempio durante una gita in campagna all’aria aperta il vostro bambino raccoglie legnetti e foglie?  favoloso, rientrato a casa potà esplorarli sul nuovo tavolo luminoso!

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    PH Federica Quaglia – Agenzia AMA- Co-organizzatrice dell’atelier.

Una volta creato il tavolo luminoso non vi resta altro da fare che sistemarlo in una zona buia o in penombra e voilà che il vostro bambino sarà immerso in una nuova dimensione!

L’IDEA PEDAGOGICA che sta dietro a questi tavoli luminosi é quella di “creare un ambiente di ricerca dove la luce può essere indagata nelle sue diverse forme, attraverso esplorazioni capaci di provocare meraviglia e curiosità, di stimolare creatività e approfondimenti” cit reggiochildren.it

I diversi materiali e l’esplorazione della luce permettono una nuova esperienza dei fenomeni e delle cose, permettono al bambino di intraprendere diversi percorsi da solo o in gruppo. Esso é invitato a interrogarsi e incuriosirsi, proverà e riproverà ad esempio a  far riflettere la pallina luminosa sul foglio di carta stagnola, costruirà nuovi pensieri e nuovi percorsi mentali.

I molteplici linguaggi del bambino vengono messi in gioco: parola, suoni, costruzioni, composizioni visive, disegni e rielaborazioni.

Il passo finale del nostro Atelier é stata una fase di collage: su dei fogli di legno i bambini hanno incollato con una speciale colla legno, i materiali che avevano esplorato durante l’atelier, dando vita ad una vera e propria opera d’arte vissuta e sperimentata grazie ai tavoli luminosi.

Un pensiero educativo costante che ci ha guidato durante quest’atelier e che ci guida nella nostra pratica educativa é il NON sositituirsi mai al bambino nella sua esplorazione, egli deve essere di libero di toccare o non toccare, esplorare, incollare e sperimentare come meglio crede i materiali proposti, l’adulto deve lasciarsi trasportare dai linguaggi del bambino ed essere per lui una presenza e uno stimolo prezioso.IMG_20170319_104858_347

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Ph Federica Quaglia- Agenzia Ama, Co-Organizzatrice dell’Atelier
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