SoS Il mio bambino morde al nido!

 

“Care Marta e Valentina,

sono la mamma di G. che ha 20 mesi, vi scrivo in quanto da due settimane, quasi regolemente, quando vado a recuperare il mio bambino al nido le educatrici mi dicono che morde i compagni. All’inizio ero un pò spaesata, non sapevo bene come comportarmi e sapendo che è una fase in cui il bambino esplora  portando tutto alla bocca mi sono detta che sarà normale e che passerà. La situazione mi sta però sfuggendo di mano, non lo fa più solo al nido ma anche quando siamo al parchetto con degli amici.

In particolare è successo che l’altro giorno sono andata a prendere G. e tra i vari genitori c’era anche una mamma il cui bambino era stato morso al braccio, quando ha visto il morso ha detto:”chi è quel cattivo che ti ha morso? è un piccolo selvaggio!”. L’educatrice è intervenuta dicendo che non dicono mai il nome del bambino che ha morso ma che ne parlano comunque con i genitori, ed infatti è quello che successo poi.  Me ne  hanno parlato, ma dopo aver sentito questa frase detta mi sono sentita molto a disagio e non so bene cosa fare e dire al mio bambino oltre che ripetergli incessantemente che non deve farlo e che fa male ai compagni…sembra non ascoltarmi!”

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Questa è in sintesi, la mail che abbiamo ricevuto dalla mamma di G.. Dopo diversi scambi via mail e dopo aver approfondito la situazione arrivando insieme a costruire un possibile percorso per affrontare la situazione  abbiamo pensato di condividere qui sul blog qualche riflessione insieme a voi sui bambini che mordono in questa fascia d’età.

Per prima cosa teniamo a precisare che un bambino che morde non è un bambino cattivo o un piccolo selvaggio, è il mordere in sé che è una cosa che non va bene, non è che nel bambino c’è qualcosa che non va.

Dai 15 ai 24 mesi è quella fascia d’età in cui come ci scrive la mamma di G. giustamente, i bambini esplorano il mondo portando tutto alla bocca, e può succedere che proprio per entrare in relazione con i compagni al nido, il bambino che non ha ancora sviluppato pienamente il linguaggio utilizzi la bocca per dire qualcosa all’altro. Questo comportamento va sicuramente bloccato e sta al genitore e alle persone che sono intorno a lui come le educatrici al nido, spiegare al bambino perchè non deve farlo e come può relazionarsi agli altri diversamente.

Nelle nostre mail con la mamma di G. è sorta una domanda, che nella nostra quotidianità ritroviamo spesso: ma perchè morde? quando morde così frequentemente c’è qualcosa che non va?

Il bambino può mordere per diverse ragioni, per questo è importante osservare attentamente in che situazione avviene e in base al contesto si potranno avere diverse spiegazioni.  E’ importante approfondire con le educatrici del nido in che contesto è successo, cosa accade concretamente quando il bambino morde. In questo modo, avendo maggiori informazioni su quello che accad,e potrete affrontare l’argomento con il vostro bambino in modo più chiaro e deciso.

Ecco alcuni esempi:

  • il bambino può  mordere per conoscere l’altro e cercare di entrare in relazione con esso
  • il bambino può mordere per avere un gioco
  • il bambino può mordere per avere un’attenzione prolungata dell’adulto
  • il bambino può mordere ripetutamente per una frustrazione non legata al contesto in cui è, ad esempio il nido, ma magari riguardante il contesto familiare
  • il bambino può mordere per esprimere un disaccordo o rabbia (ad esempio mi è capitato lavorando al nido che durante l’inserimento di una nuova bambina, un bambino già nella sezione dall’inizio dell’anno ha iniziato a morderla ripetutamente)

Questi sono solo alcuni esempi che possono spiegare il mordere l’altro, a seconda dei bambini, del contesto e della situazione ci saranno diverse spiegazioni possibili. Quello che è importante sottolineare è che il genitore davanti a un episodio come quello descritto sopra deve intervenire ripetutamente e con fermezza, spiegando al bambino che in questo modo fa del male al compagno, che può esprimersi in altri modi e che la sua bocca può utilizzarla per tante altre cose come “mangiare, parlare, cantare, dare dei bacini” ma non per mordere. E’ importante non lasciare mai correre l’accaduto e sta all’adulto mettere dei limiti. Ripetere per far apprendere un comportamento è fondamentale. L’adulto deve essere coerente e costante, sta poi ad ogni genitore trovare la strategia che conviene al proprio bambino. Una mamma mi raccontava che ogni volta che la sua bimba mordeva la sorellina più piccola, la faceva sedere sulle scale di casa e si sedeva accanto a lei, le parlava e le spiegava il perchè non doveva farlo, e ripeteva il comportamento ogni volta che fosse necessario fino a che la bambina ha poi  smesso di mordere.

Con il morso il bambino cerca di esprimersi, di dirci qualcosa o di dirlo al proprio compagno di giochi in quel momento, l’adulto dovrà intervenire con calma e fermezza per spiegare la bambino perchè è bene non farlo. Nel caso in cui da soli è difficile gestire questo problema è importante parlarne con le educatrici al nido e chiedere loro come agiscono e cosa dicono al bambino dopo che ha morso; in questo modo si instaurerà un continuità tra quello che accade all’asilo e quello che accade fuori da esso e il bambino si troverà in un contesto coerente e sicuro che lo porterà ad esprimersi diversamente.

Se volete scriverci per avere consulenza su una situazione, un dubbio, un aiuto, uno sguardo altro alla situazione che state vivendo come la mamma di G. Non esitate a farlo scrivendo alla nostra mail:

maionese.educativa@gmail.com

Le conversazioni rimaranmo anonime, private e riportate sul blog solo in caso di comune accordo.

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