Che Rabbia!

Che Rabbia!

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Che rabbia é la storia di Roberto, un bambino che ha passato una bruttissima giornata e una volta rientrato a casa si toglie in malo modo le sue scarpe gettandole nel corridoio e rispondendo male a suo papà che ha preparato la cena per lui.

Il papà lo invita così ad andare nella sua camera per calmarsi; ma una volta solo, Roberto sente qualcosa che sta per scoppiare dentro di lui, diventa tutto rosso e dopo un grido eccola li la rabbia…proprio davanti a lui…la sua rabbia si é materializzata!

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La Rabbia inizia cosi a mettere sotto sopra tutta la camera di Roberto, getta tutto a terra: la libreria, il letto e perfino la scatola dei giochi di Roberto dove è custodita la sua macchinina prefertia. La Rabbia sembra non volersi fermare….é come un uragano!

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Roberto, triste per l’accaduto dice alla rabbia di andarsene e inizia a sistemare tutto il caos creato: ripara la sua macchinina, raccoglie i libri  e riordina tutta la sua camera. Poi prende la Rabbia che nel frattempo è diventata piccola piccola e la racchiude in una scatola.

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Una volta calmato, Roberto esce dalla sua camera e torna tranquillo dal suo papà.

Questo libro può essere un utile strumento e  mediatore quando si ha a che fare con bambini in preda a una rabbia incontrollata e  difficile da gestire. Vi permetterà di poter parlare con il bambino e aiutarlo nella gestione di quest’emozione, permettendogli cosi di trovare il proprio modo per affrontare situazioni di rabbia senza che queste si trasformino in qualcosa di più grande e ingestibile proprio come succede a Roberto! Saper nominare le emozioni e riconoscerle é un passo molto importante per non farsi sommergere da queste.

Molti Educatori lavorano con questo libro facendo disegnare ai bambini la loro rabbia…ecco alcuni disegni:

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Le possibilità e gli spunti di riflessione che questo libro propone sono molteplici, sta ad ogni genitore ed educatore trovare il percorso adatto al bambino con cui si relaziona per permettergli di esprimersi, conoscersi e gestire le proprie emozioni

Età  consigliata: a partire dai 2 anni e mezzo

Link: per comprare il libro:

Libro in Italiano

Libro in Francese

 

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SoS Il mio bambino morde al nido!

 

“Care Marta e Valentina,

sono la mamma di G. che ha 20 mesi, vi scrivo in quanto da due settimane, quasi regolemente, quando vado a recuperare il mio bambino al nido le educatrici mi dicono che morde i compagni. All’inizio ero un pò spaesata, non sapevo bene come comportarmi e sapendo che è una fase in cui il bambino esplora  portando tutto alla bocca mi sono detta che sarà normale e che passerà. La situazione mi sta però sfuggendo di mano, non lo fa più solo al nido ma anche quando siamo al parchetto con degli amici.

In particolare è successo che l’altro giorno sono andata a prendere G. e tra i vari genitori c’era anche una mamma il cui bambino era stato morso al braccio, quando ha visto il morso ha detto:”chi è quel cattivo che ti ha morso? è un piccolo selvaggio!”. L’educatrice è intervenuta dicendo che non dicono mai il nome del bambino che ha morso ma che ne parlano comunque con i genitori, ed infatti è quello che successo poi.  Me ne  hanno parlato, ma dopo aver sentito questa frase detta mi sono sentita molto a disagio e non so bene cosa fare e dire al mio bambino oltre che ripetergli incessantemente che non deve farlo e che fa male ai compagni…sembra non ascoltarmi!”

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Questa è in sintesi, la mail che abbiamo ricevuto dalla mamma di G.. Dopo diversi scambi via mail e dopo aver approfondito la situazione arrivando insieme a costruire un possibile percorso per affrontare la situazione  abbiamo pensato di condividere qui sul blog qualche riflessione insieme a voi sui bambini che mordono in questa fascia d’età.

Per prima cosa teniamo a precisare che un bambino che morde non è un bambino cattivo o un piccolo selvaggio, è il mordere in sé che è una cosa che non va bene, non è che nel bambino c’è qualcosa che non va.

Dai 15 ai 24 mesi è quella fascia d’età in cui come ci scrive la mamma di G. giustamente, i bambini esplorano il mondo portando tutto alla bocca, e può succedere che proprio per entrare in relazione con i compagni al nido, il bambino che non ha ancora sviluppato pienamente il linguaggio utilizzi la bocca per dire qualcosa all’altro. Questo comportamento va sicuramente bloccato e sta al genitore e alle persone che sono intorno a lui come le educatrici al nido, spiegare al bambino perchè non deve farlo e come può relazionarsi agli altri diversamente.

Nelle nostre mail con la mamma di G. è sorta una domanda, che nella nostra quotidianità ritroviamo spesso: ma perchè morde? quando morde così frequentemente c’è qualcosa che non va?

Il bambino può mordere per diverse ragioni, per questo è importante osservare attentamente in che situazione avviene e in base al contesto si potranno avere diverse spiegazioni.  E’ importante approfondire con le educatrici del nido in che contesto è successo, cosa accade concretamente quando il bambino morde. In questo modo, avendo maggiori informazioni su quello che accad,e potrete affrontare l’argomento con il vostro bambino in modo più chiaro e deciso.

Ecco alcuni esempi:

  • il bambino può  mordere per conoscere l’altro e cercare di entrare in relazione con esso
  • il bambino può mordere per avere un gioco
  • il bambino può mordere per avere un’attenzione prolungata dell’adulto
  • il bambino può mordere ripetutamente per una frustrazione non legata al contesto in cui è, ad esempio il nido, ma magari riguardante il contesto familiare
  • il bambino può mordere per esprimere un disaccordo o rabbia (ad esempio mi è capitato lavorando al nido che durante l’inserimento di una nuova bambina, un bambino già nella sezione dall’inizio dell’anno ha iniziato a morderla ripetutamente)

Questi sono solo alcuni esempi che possono spiegare il mordere l’altro, a seconda dei bambini, del contesto e della situazione ci saranno diverse spiegazioni possibili. Quello che è importante sottolineare è che il genitore davanti a un episodio come quello descritto sopra deve intervenire ripetutamente e con fermezza, spiegando al bambino che in questo modo fa del male al compagno, che può esprimersi in altri modi e che la sua bocca può utilizzarla per tante altre cose come “mangiare, parlare, cantare, dare dei bacini” ma non per mordere. E’ importante non lasciare mai correre l’accaduto e sta all’adulto mettere dei limiti. Ripetere per far apprendere un comportamento è fondamentale. L’adulto deve essere coerente e costante, sta poi ad ogni genitore trovare la strategia che conviene al proprio bambino. Una mamma mi raccontava che ogni volta che la sua bimba mordeva la sorellina più piccola, la faceva sedere sulle scale di casa e si sedeva accanto a lei, le parlava e le spiegava il perchè non doveva farlo, e ripeteva il comportamento ogni volta che fosse necessario fino a che la bambina ha poi  smesso di mordere.

Con il morso il bambino cerca di esprimersi, di dirci qualcosa o di dirlo al proprio compagno di giochi in quel momento, l’adulto dovrà intervenire con calma e fermezza per spiegare la bambino perchè è bene non farlo. Nel caso in cui da soli è difficile gestire questo problema è importante parlarne con le educatrici al nido e chiedere loro come agiscono e cosa dicono al bambino dopo che ha morso; in questo modo si instaurerà un continuità tra quello che accade all’asilo e quello che accade fuori da esso e il bambino si troverà in un contesto coerente e sicuro che lo porterà ad esprimersi diversamente.

Se volete scriverci per avere consulenza su una situazione, un dubbio, un aiuto, uno sguardo altro alla situazione che state vivendo come la mamma di G. Non esitate a farlo scrivendo alla nostra mail:

maionese.educativa@gmail.com

Le conversazioni rimaranmo anonime, private e riportate sul blog solo in caso di comune accordo.

Un drago in salotto

“Nessuno si ricorda perché la Principessa e il Principe iniziarono a essere infelici, né esattamente quando”.

Inizia così, o meglio finisce così, la storia di una famiglia, la storia di un grande amore che purtroppo vede separarsi anche chi, nel nostro immaginario romantico, mai si separerebbe: il Principe e la Principessa. Ecco che questo libro, in chiave molto ironica, ci mostra cosa accade dopo il “vissero felici e contenti”.

I dissapori creatisi in tanti anni di matrimonio tra il Principe e la Principessa erano diventati insopportabili e così decisero di prendere due strade diverse: ognuno nel proprio castello perché pur sempre di una favola si tratta.

Ma tanti anni di amore non potevano essere dimenticati in fretta in quanto i due ormai ex-innamorati avevano ancora qualcosa di preziosissimo che li accomuna: una piccola principessina che si divideva tra il Papà Principe e la mamma Principessa.

Un giorno un Drago baldanzoso con tanta voglia di incendiare e di divorare un gregge di pecore decise di attaccare il castello della Principessa ma invece di trovare schiere armate a protezione della fortezza incontrò solo una piccola bambina che cercava qualcuno con cui giocare. Essendo stata educata come una vera principessa la bambina offrì uno spuntino al suo ospite Drago e fu qui che il Drago incontrò la Principessa: fu un vero e proprio colpo di fulmine.

Quando il Principe scoprì che un Drago aveva occupato il suo vecchio posto al castello non sapeva bene come si sarebbe dovuto comportare: avrebbe dovuto sfidare il drago a duello? o avrebbe dovuto radunare un’intera armata per toglierlo di mezzo? fu la principessina a rispondere a tutte queste perplessità del Papà Principe: avrebbero convissuto tutti insieme, aiutandosi reciprocamente a crescere; “all’inizio erano molto tesi, ma a forza di far finta che tutto fosse facile, alla fine divenne facile per davvero”.

Ed è così che si conclude questa affascinante favola che ci racconta nel più classico dei modi che la fine di qualcosa, seppur bella che sia stata, non deve essere per forza una conclusione ma che può essere considerata anche come l’inizio di un cammino percorso con nuovi amici, seppur improbabili ci possano apparire.

Questo libro può essere un utile strumento per quelle famiglie che stanno attraversando un momento di crisi come i nostri protagonisti; momenti che sembrano insormontabili si possono trasformare in nuove opportunità in cui gli stessi bambini possono suggerire delle soluzioni grazie al loro sguardo disincantato dal mondo.

 

Nuova rubrica: Recensione libri per bambini

Apriamo questa nuova rubrica per consigliarvi dei libri adatti ai vostri bambini riletti con uno sguardo educativo.

La lettura riveste nei bambini un ruolo molto importante per la loro crescita; oltre ad arricchire il loro bagaglio linguistico ed emotivo li aiuta, grazie alla loro innata immaginazione, a creare mondi fantastici in cui possono diventare i protagonisti in grado di vivere avventure mozzafiato.

Inoltre i libri sono uno strumento di aiuto ai genitori per introdurre o affrontare argomenti che stanno a cuore ai nostri bambini mostrando che il lieto fine, a volte, è solo la capacità di guardare le cose con una nuova prospettiva.

Scriveteci per avere qualche consiglio di lettura per i vostri bambini!

 

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